maggio 7, 2020

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Bozza iniziale per la stesura del programma per le regionali del 2020 in Veneto

Più Europa per un Veneto più aperto, più verde, più libero.

Il Veneto è una regione europea: le ragazze e i ragazzi devono poter studiare e formarsi ovunque nell’Unione Europea, e al tempo non vedere frustrata la legittima aspirazione di poter applicare le loro competenze nella loro terra di origine. Per questo ci vuole il massimo di apertura a percorsi di formazione nei paesi dell’Unione, anche attraverso borse di studio, al riconoscimento dei titoli di studio e il massimo di apertura agli investimenti in attività innovative e ad alto valore aggiunto.

I prodotti del Veneto sono prodotti di eccellenza, e il nostro sistema produttivo regionale è fortemente orientato all’export. Noi siamo contrari qualsiasi deriva protezionistica e isolazionista che danneggerebbe la nostra economia, le nostre imprese e il nostro lavoro: per questo la regione deve sostenere attivamente la stipula e la ratifica dei trattati commerciali da parte dell’Unione Europea e il completamento del mercato unico europeo. Dobbiamo favorire sempre di più, attraverso l’apertura alle tecnologie più innovative, un modello di produzione agricola a basso impatto ambientale.

Un’economia prospera e aperta non può che essere un’economia pulita e sostenibile, che assicuri alle nuove generazioni un benessere superiore a quello attuale: vogliamo andare con decisione verso un sistema di trasporti sostenibile, preferendo la realizzazione di vie di comunicazione e trasporto su rotaia rispetto a quelle tradizionali su gomma e favorendo ancora di più la transizione energetica verso fonti rinnovabili. Dobbiamo favorire l’economia circolare e un ciclo virtuoso di riutilizzo e rigenerazione dei rifiuti. Vogliamo introdurre sistemi – anche assicurativi – che quantifichino il costo del danno ambientale secondo il criterio “chi inquina di meno paga di meno”.

Anche le politiche di bilancio regionali devono essere improntate al rispetto delle generazioni future, confermando per i prossimi esercizi il rispetto dei vincoli di pareggio di bilancio e la riduzione del debito. Gli investimenti pubblici vanno ispirati a rigorosi criteri di produttività e sostenibilità economica e vanno ulteriormente contenute le spese correnti. I risparmi devono essere restituiti ai cittadini e alle imprese attraverso la riduzione dell’IRAP e dell’addizionale IRPEF. C’è bisogno per il Veneto di maggiori libertà e competenze in un’Italia e in un’Europa unite e fortemente solidali, e di una maggiore autonomia impositiva in modo che i cittadini possano finanziare direttamente le istituzioni che erogano loro i servizi.

Nell’ottica di una riduzione dei costi della macchina amministrativa vanno favoriti gli accorpamenti tra piccoli comuni. L’opera di razionalizzazione delle società partecipate deve continuare, e devono essere affidati tramite gara tutti i servizi pubblici disponibili in concorrenza sul mercato. La partecipazione diretta dei cittadini alla politica della regione va favorita e regolamentata con nuovi e più semplici strumenti di consultazione.

Rifiutiamo la logica terroristica ed emergenziale con cui in Italia viene affrontata la questione dell’immigrazione: secondo il principio per cui i problemi vanno trasformati in opportunità, è necessario favorire un sistema di accoglienza diffusa in centri di dimensione ridotta, connessa a percorsi di apprendimento linguistico e formazione professionale basata sulle necessità delle imprese.

Anche in un sistema sanitario di buona qualità come quello della nostra regione può e deve innalzare i suoi standard, soprattutto nelle aree di maggior disagio, bisogno e potenziale discriminazione, attraverso i risparmi ottenuti dalla centrale unica regionale per gli acquisti.
Il sistema sanitario pubblico deve essere adeguatamente sostenuto e non depauperato come invece sta accadendo.
Pubblico e privato-convenzionato devo poter concorrere con regole paritetiche.

1. PIU’ SCUOLA, PIU’ ISTRUZIONE
- Più borse di studio per gli studenti che risultano meritori in Regione, anche per esperienze formative nei Paesi dell’Unione Europea.
- Nell’ambito delle possibili maggiori competenze regionali, prevedere l’apertura di scuole medie e superiori al pomeriggio e d’estate, per attività extra-curriculari.

2. PIU’ SVILUPPO VERDE
- Procedere verso il 100% di trasporti e mobilità sostenibile.
- Economia circolare con raccolta sempre più differenziata dei materiali di scarto e applicazione sostenibile per la gestione, il trattamento e il recupero di materia.
- Introdurre un sistema di polizze assicurative per gli impianti ad alto rischio di inquinamento – “chi inquina paga”.
- Individuare e quantificare i costi ambientali e di salute.
⁃ Implementare l’utilizzo della mobilità elettrica anche da autoproduzione con dispositivi fotovoltaici accoppiabili ad auto, scooter e bici.

3. PIU’ AUTONOMIA
- Maggiori responsabilità e libertà d’azione regionale in un’Italia e in un’Europa unite, federali e solidali, realizzando una maggiore autonomia tributaria con l’obbiettivo di avvicinare il contribuente all’istituzione pubblica che eroga i servizi.
- Incentivare l’accorpamento dei comuni.

4. PIU’ DEMOCRAZIA
- Sottoscrizione on line per liste elettorali e referendum regionali.
- Vincolo di 5 anni per il rispetto dell’esito della votazione referendaria.

5. PIU’ CONCORRENZA
- Pubblicazione delle API (Application Programming Interface) relative a tutti i servizi pubblici regionali, in modo da consentire a qualsiasi privato di realizzare servizi digitali connessi e accessori a quelli pubblici.
- Affidare tramite gara tutti i servizi disponibili in concorrenza sul mercato.
- Misurare sistematicamente la qualità dei servizi pubblici.

6. PIU’ DISPONIBILITA’ ABITATIVA PER CHI HA BISOGNO
- Creare un’unica agenzia regionale per la casa, in sostituzione di quelle metropolitane o comunali esistenti, per l’intermediazione immobiliare in favore di nuclei famigliari e studenti fuori sede con ridotte disponibilità economiche.
- Favorire l’incontro tra gli studenti che cercano casa e gli anziani soli.

7. PIU’ SICUREZZA
- Maggiore connessione tra le forze dell’ordine locali e le esigenze della cittadinanza mediante applicazioni telematiche (compatibili con le regole imposte dal garante per la privacy) soprattutto nei luoghi sensibili come le aree antistanti gli ospedali e i pronto-soccorso.

8. PIU’ SALUTE
- Implementare con più risorse economiche il progetto “Palestre delle Salute” soprattutto per gli anziani e i diversamente abili.
- Creare sale controllate per il consumo di droghe per evitare l’assunzione incontrollata in strada e inserire i tossicodipendenti in percorsi di recupero monitorato e assistito.
- Prevedere un fondo regionale per le spese di assistenza legale e sostegno economico a donne indigenti vittime di violenza.
- Istituire programmi di formazione per i medici su tutto il territorio Veneto sull’uso della cannabis medica a scopo terapeutico.
- Formare “operatori all’emotività” capaci, come in altri Paesi europei, di accompagnare nella sfera affettiva e sessuale chi è affetto da disabilità o patologie invalidanti.

9. PIU’ INTEGRAZIONE, MENO IRREGOLARI
- Accoglienza diffusa in centri di dimensione ridotta, connessa a percorsi di apprendimento linguistico, formazione professionale basata sulle necessità delle aziende, tirocini e percorsi di avviamento al lavoro.
- Sostegno alla proposta di legge “Ero Straniero”, che prevede titoli di soggiorno per ricerca lavoro, riducendo così il rischio di alimentare i circuiti della criminalità organizzata.

10. MENO DISCRIMINAZIONI
- Favorire la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, sia attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione, sia fornendo kit di test rapidi per l’HIV, l’epatite ecc. dietro pagamento del ticket sanitario.
- Erogare dispositivi per la contraccezione, compresa la pillola, dietro pagamento del ticket sanitario.
- Accesso gratuito alle terapie necessarie alla transizione per il cambio di sesso.

11. CANNABIS MEDICA
- Prevedere la prescrizione e somministrazione medica della cannabis a uso terapeutico anche in ambito domiciliare per il trattamento di varie patologie.

12. PIU’ MOBILITA’ E INFRASTRUTTURE
- Gli investimenti regionali per le infrastrutture stradali e ferroviarie, necessarie alla competitività della regione, vanno inseriti in un chiaro quadro di sostenibilità finanziaria, ambientale e paesaggistica. La Regione dovrà affrontare con le autorità nazionali i nodi ancora aperti sul fronte della viabilità e dei trasporti.
- Accelerare l’attivazione del MOSE.
- Introdurre supporti per pagamenti elettronici sui trasporti pubblici.

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