luglio 31, 2012

DOTTORI IN SCIENZE MOTORIE E FISIOTERAPISTI

Sono in corso di definizione i rispettivi ambiti di competenza dei fisioterapisti e dei laureati in scienze motorie, due figure professionali che oggi, invece, spesso si accusano d’invasioni di campo, fino anche all’abusivismo professionale.

Il Ministero della Salute e le Regioni hanno avviato con il coinvolgimento dei rappresentanti professionali dei laureati in scienze motorie e dei fisioterapisti, un tavolo di trattativa, che nell’ultima riunione del 31 maggio scorso a Roma ha visto la condivisione a maggioranza dei presenti di un documento che attende il placet definitivo del Coordinamento delle Regioni.

Lo scopo di questo tavolo di trattativa è stato quello di “meglio delineare” l’ambito di competenza professionale, anche se le due attività hanno un confine che non è facile separe, una sorta di “zona grigia”.

L’AFA (attività fisica adattata) è prerogativa del laureato in scienze motorie ed è una attività che non rientra nelle prestazioni sanitarie prettamente dette, ma ha il compito di ricondizionare, combattere l’immobilità, favorire la socializzazione e promuovere stili di vita più corretti, in sintesi migliorare la salute delle persone.

L’obiettivo, dunque, del dottore in scienze motorie è promuovere l’attività motoria, sia per la prevenzione di problemi di salute, sia per il mantenimento di uno stato di salute buono, che per ri-adattare la persona alle proprie necessità e aspettative motorie e sociali.

Nel farlo occorre però tenere in considerazione dei bisogni di movimento delle diverse categorie di persone, alcune delle quali, evidenzia il Tavolo tecnico Ministero-Regioni, necessitano di un trattamento riabilitativo (sanitario). “Non è possibile – chiarisce il Tavolo – costruire percorsi standardizzati per persone con esiti di ictus cerebrali, ad esempio. Perciò in una prima fase spetterà al fisioterapista trattare la patologia e suggessivamente in seconda fase spetterà al dottore in scienze motorie “adattare” il programma più adeguato di esercizi fisici.

Si tratta tuttavià, ammette il Tavolo, di un confine difficile da delineare quello tra promozione della salute e attività sanitaria, infatti è facile capire che la presa in carico sanitaria non può essere prolungata oltre misura, infatti esistono occasioni, periodi, necessità e luoghi dell’intervento sanitario, dopo di che ogni persona deve vivere ed agire nel mondo, praticanto una attività fisica adattata (AFA).

La terapia (si legge nella bozza) è competenza del fisioterapista, quando invece una persona anche con diversa abilità, richiede una attività fisica adattata, la competenza passa al dottore in scienze motorie.

Nell’ottica di queste scelte programmatiche il Tavolo propone l’utilizzo del laureato in scienze motorie nel progetto “Prescrizione dell’esercizio fisico come strumento e terapia” che il Ministero della Salute sta già sperimentando in diversi contesti territoriali. In pratica, programmi di prevenzione e cura basati sull’esercizio fisico secondo le modalità organizzative che prevedono la somministrazione dell’esercizio fisico.

L’auspicio del Tavolo è che programmi di questo tipo siano sempre più rafforzati nei piani sanitari regionali, intensificando la lotta alla sedentarietà e promuovendo l’attività fisica attraverso lo sviluppo sul territorio di una rete di strutture per la “somministrazione” dell’attività fisica che, precisa la bozza di documento del Tavolo, “deve avvenire in realtà specificatamente attrezzate (palestre o strutture, pubbliche o private) contraddistinte da una gestione qualitativa e dirette da un dottore in scienze motorie (laureato in scienze motorie o diplomato ISEF).

Si darebbe così vita ad un circuto virtuoso regionale di strutture certificate e istituzionalmente riconosciute con azioni formative, condivisione di valori etici e un sistema di valutazione qualitativa.

Il Documento, una volta approvato definitivamente, oltre a portare ad una “pace professionale” tra i dottori in scienze motorie e i fisioterapisti, potrà modernizzare il nostro sistema di tutela della salute che dovrà necessariamente andare oltre all’intervento prettamente sanitario.

 

luglio 31, 2012

Intervento del Consigliere Giorgio Pasetto – Aggregazione AGSM-AMIA

intervento al tempo: 2 ore, 29 minuti, 16 secondi.

http://consiglioweb.comune.verona.it/consiglioweb/archivio/visualizza_filmato.jsp?file=Archive_20120727.asf&start=00:00:00&end=02:44:00&data=27/07/2012&parte=I

Processo di aggregazione tra AGSM Verona S.p.a. e AMIA Verona S.p.a, mediante sottoscrizione di un apposito aumento di capitale di AGSM S.p.a., ai sensi dell’art. 2440 C.C.

 

 

 

luglio 31, 2012

CAR SHARING ELETTRICO

Il Comune di Verona sta elaborando una nuova idea, dopo il bike sharing, il car sharing, cioè la condivisione di auto elettriche.
Un prototipo delle “Birò”, le macchinine biposto ricaricabili, è stato offerto al Comune di Verona in comodato d’uso gratuito dall’azienda produttrice Estrima di Pordenone.

E’ stato “testato” per la prima volta ieri mattina.

Questa è la nuova frontiera del trasporto urbano, non inquinante e adatta alle piccole dimensioni di Verona. Il car sharing in città consentirà l’accesso alla Ztl h24, con stalli dedicati e gratuiti.
Secondo le intenzioni del Comune di Verona il servizio funzionerà così: Chi arriva in macchina a ridosso del centro, potrà posteggiare a modico prezzo nelle aree prestabilite, li prendere un’auto elettrica, pagando una tariffa proporzionale al tempo d’utilizzo.
Tempistiche del nuovo servizio: il prototipo sarà sperimentato per qualche mese e a gennaio 2013, poi verrà emanato il bando di gara e per l’estate prossima potremmo già avere il parco auto con le sue stazioni a disposizione di cittadini e turisti.

luglio 30, 2012

LAVORO AUTONOMO E PARTITA IVA – RIFORMA FORNERO

Le novità dei contratti di collaborazione riguardano anche chi effettua prestazioni di lavoro autonomo.

Qualora la prestazione lavorativa sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, o da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività e sia svolto da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo superiore ai 18.000,00 euro, tale prestazione è da considerarsi di lavoro autonomo.

Sarebbe inoltre buona cosa evitare per il lavoratore autonomo che i corrispettivi percepiti nell’arco dello stesso anno solare da parte dello stesso committente non superino l’80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco dello stesso anno solare.

Andrebbe anche evitata la disponibilità di una postazione fissa di lavoro presso il committente (es: ufficio o studio con scrivania e pc aziendale).

luglio 29, 2012

SEDENTARIETA’

La sedentarietà sta diventando uno dei mali del secolo. I numeri relativi ai decessi, in tutto il mondo, stanno registrando un picco in ascesa che sta contendendo il primato a quelli dovuti al vizio del fumo. Complice forse la stanchezza fisica e mentale che ci sfianca, la sera o nei weekend non vediamo l’ora di riposarci. E così, il buon proposito di fare un po’ di moto o esercizio viene rimandato a domani – un domani che alla fine non arriva mai. E più ci dedichiamo allo sport da poltrona o divano, meno abbiamo voglia di alzarci e fare qualcosa. Ma, avverte la prestigiosa rivista The Lancet, circa un terzo degli adulti non fa abbastanza attività fisica. E questo sta provocando la bellezza di 5,3 milioni di morti all’anno. Di questi, uno su dieci muore per malattie come quelle dell’apparato cardiovascolare, il diabete o per cancro al seno o al colon. Secondo quanto riportato dalla BBC, il team internazionale composto da 33 ricercatori che ha preso in esame i dati relativi alla strage da inattività ha dichiarato che il problema è ormai così grave che deve essere trattato come una vera e propria pandemia. Il problema, secondo gli scienziati, è che si è sempre posto l’accento sui benefici dell’attività fisica anziché mettere in chiara luce i pericoli dell’inattività. Tuttavia, sarebbe bene che i governi promuovessero programmi per rendere più attraente l’attività fisica magari rendendola più accessibile a tutte le categorie sociali con iniziative convenienti, quando non gratuite, e sicure. Il team di ricercatori suggerisce che gli adulti dovrebbero praticare un esercizio moderato per almeno 150 minuti a settimana che, se praticato anche solo a giorni alterni non sono neanche 45 minuti al giorno. Se poi, meglio ancora, lo si fa tutti i giorni sono soltanto circa 20 minuti al giorno – un impegno che chiunque può trovare il tempo di onorare. Il modo migliore per praticare questo tipo di attività fisica non necessità di grandi sforzi o il dedicarsi a chissà quale sport ma, spiegano gli esperti, basta una camminata a passo veloce, una pedalata in bicicletta o anche dedicarsi al giardinaggio… insomma, non dobbiamo per forza diventate dei fan della palestra o degli sportivi professionisti, ma basta “muoversi”. A commento dei risultati, il principale autore dello studio dottor Pedro Hallal ha dichiarato: «La sfida globale è evidente: fare attività fisica è una priorità di salute pubblica in tutto il mondo per migliorare la salute e ridurre il fardello della malattia». Muoviamoci dunque.

luglio 27, 2012

LINEE GUIDA SULL’UTILIZZO DELLE STAMPELLE – Le stampelle come strumento riabilitativo

L’utilizzo delle stampelle ha lo scopo di facilitare il recupero corretto della deambulazione e del carico dopo un intervento oppure dopo una lesione che abbia colpito uno dei due arti (talvolta anche entrambi, ma ciò si verifica molto raramente).

La prassi quotidiana prevede che il paziente faccia un periodo deambulando con entrambe le stampelle e poi successivamente con una sola, posizionata (secondo la prassi standard attuale) sull’arto opposto a quello lesionato.

Da tempo mi pongo la domanda, se questa sia la prassi più idonea?

Dopo la lesione di un arto (ipotizziamo una frattura) l’obiettivo principale è quello di rispettare la gradualità nel ripristino del carico sulla struttura ossea; l’obiettivo secondario è rispettare la corretta coordinazione neuro-motoria di arti superiori ed arti inferiori (postura).

Con entrambe le stampelle il problema del carico graduale è rispettato in quanto possiamo togliere anche tutto il peso dall’arto lesionato per poi iniziare gradualmente a caricare incrementando percentualmente il peso (per misurare il carico concesso, basta mettere una bilancia sotto l’arto).

Quando e se passare all’utilizzo di una sola stampella?

L’utilizzo di una sola stampella prevede:

- Se posizionata sull’arto leso (es: doctor House) avremo una riduzione del carico su quell’arto, con una coordinazione della deambulazione non corretta;

- Se posizionata sull’arto opposto a quello leso non avremo una riduzione del carico osseo sull’arto, ma una coordinazione corretta.

Restano inoltre da valutare le problematiche relative all’equilibrio in entrambi i casi riportati e allo stimolo muscolare.

Nel primo caso il paziente tenderà a spostare il baricentro verso l’arto lesionato, nel secondo caso invece, verso la parte opposta all’arto leso, perciò comunque in entrambi i casi la postura ne risulterebbe compromessa.

A questo punto le conclusioni alle quali si può arrivare sono molteplici:

1) dal punto di vista del carico e quindi dello stimolo osseo e muscolare, meglio la stampella dalla parte dell’arto leso;

2) dal punto di vista coordinativo meglio la stampella dal lato opposto;

3) dal punto di vista posturale meglio tenere le due stampelle e passare poi direttamente ad abbandonarle entrambe;

4) dal punto di vista propriocettivo ritengo che sarebbe bene alternarle prima sull’arto leso e poi su quello sano.

Alcune considerazioni specifiche in base alla patologia

Protesi d’anca

Nel caso di intervento di artroprotesi di anca suggerisco:

Nella prima fase fino al trentesimo giorno post-chirurgico utilizzo di entrambe le stampelle;

Nella seconda fase dal trentesimo al sessantesimo giorno post-chirurgico utilizzo della stampella dal lato dell’arto operato per stimolare il quadricipite e soprattutto i gluteo della parte lesionata dalla cicatrice chirurgica (evitare di tenere la stampella sull’arto controlaterale in quanto determinerebbe un errato reclutamento dei glutei e la tendenza ad assumere una deambulazione scorretta con caduta del bacino – trendelenburg).

Protesi di ginocchio

Nel caso di intervento di artroprotesi di ginocchio suggerisco:

Nella prima fase fino al trentesimo giorno post-chirurgico utilizzo di entrambe le stampelle;

Nella seconda fase dal trentesimo al sessantesimo giorno post-chirurgico utilizzo della stampella dal lato dell’arto sano per stimolare una corretta deambulazione e reclutamento del quadricipite.

Ricostruzione del legamento crociato anteriore

Nel caso di intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore e/o di meniscectomia suggerisco:

Nella prima fase fino al trentesimo giorno post-chirurgico utilizzo di entrambe le stampelle;

Nella seconda fase dopo il trentesimo giorno, toglierle entrambe da subito.

 

luglio 24, 2012

Promozione dell’attività fisica e sportiva qualificata – Ordine del Giorno

Verona, 24/07/12

ORDINE DEL GIORNO 

Oggetto: Promozione dell’attività fisica e sportiva qualificata.

Il Consiglio Comunale 

Premesso che l’attività fisica e sportiva rappresentano uno strumento fondamentale per la formazione e l’educazione dei giovani;

Considerato che nel Comune di Verona parecchie società hanno difficoltà nel reclutare allenatori con funzione anche di educatori;

Preso atto che si verificano negli impianti sportivi talvolta episodi incresciosi e scarsamente educativi;

Tenuto conto che le facoltà di scienze motorie rappresentano una risorsa fondamentale per qualificare l’intervento degli allenatori all’interno delle associazioni sportive;

INVITA

La GiuntaComunalea promuovere l’inserimento in ogni associazione sportiva di un direttore tecnico che sia laureato in scienze motorie e/o diplomato isef e che svolga una funzione di supervisore su tutti i processi educativi e sportivi dell’associazione sportiva.

Il Consigliere Giorgio Pasetto

luglio 24, 2012

Ripulita l’alzaia per sportivi e turisti

Verona. Una domenica sull’Adige. Ma con guanti, mascherine e decespugliatori. Una domenica quindi all’insegna del volontariato con l’obiettivo di rendere l’alzaia che costeggia il fiume cittadino più praticabile e più gradevole agli sportivi e ai turisti. A promuoverla è stato il neo consigliere comunale della Civica Tosi, Giorgio Pasetto, che ha coinvolto tutta l’amministrazione, ottenendo il via libera e il sostegno degli assessori all’Ambiente, Enrico Toffali, e ai Rapporti con le associazioni, Stefano Casali. E così ieri, dalla prima mattina fino al tardo pomeriggio, una ventina di volontari si sono «armati» di buona volontà per pulire, dalle sterpaglie e da qualche rifiuto, il percorso che da ponte Catena, percorrendo lungadige Attiraglio, arriva fino alla diga del Chievo costeggiando il fiume. «Abbiamo usato decespugliatori per tagliare le erbacce che coprivano la passeggiata e raccolto lattine e bottiglie di plastica», spiega Dario Meneghini, presidente dell’associazione italiana Dottori in scienze motorie che, con la collaborazione degli organizzatori della Verona Marathon, del Comune, della Protezione civile, di Amia, Veronamercato e Acque Veronesi, ha portato avanti la domenica di pulizie. «Si tratta di un primo esperimento», spiega Pasetto, «una iniziativa per rendere il percorso, utilizzato da molti runners e da tanti cittadini, più piacevole e pulito». I volontari hanno infatti raccolto 38 sacchi di erbacce e ramaglie che ostruivano il tragitto, sei di immondizie tra cui bottiglie di vetro, sacchetti di plastica, cartacce e lattine. Tutto quello che è stato raccolto è stato consegnato ai tecnici di Amia che lo smaltiranno nel modo più adeguato. I volontari, alcuni anche cittadini che hanno notato l’attività in corso e hanno deciso in quel momento di dare una mano per qualche ora, sono stati rifocillati nei tre punti di ristoro allestiti lungo il percorso da alcuni sponsor. «L’obiettivo era sensibilizzare la cittadinanza anche all’importanza di svolgere attività motoria», conclude Pasetto, «rimettendo a nuovo uno splendido spazio fruibile da tutti. Il mio sogno è che Verona diventi un modello in Italia per la promozione degli stili sani di vita».

Giorgia Cozzolino