aprile 19, 2019

Società Aperta oppure Società Chiusa? Quale futuro?

       

di Giorgio Pasetto

 

Quando parliamo di società aperta non possiamo dimenticare la figura e le idee di Karl Popper (riferimenti in box), quando invece parliamo di società chiusa è sufficiente ascoltare quello che i sovranisti oggi ci raccontano quotidianamente (Salvini docet).

Le diversità tra i due modelli di riferimento sono evidenti e alla base c’è ovviamente l’idea di quale società vorremmo per il futuro dei nostri figli.

Una società multietnica e adattabile nei confronti delle diversità e in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini, rappresenta un obiettivo percorribile e raggiungibile; non è solo un’ipotesi teorica e ideale.

La società “aperta” si configura perciò con l’immagine di una società “libera” ovvero fondata sul primato della libertà individuale, sull’economia di mercato, sulla democrazia politica e su molti altri aspetti come l’attenzione ai diritti civili delle persone.

La società aperta prevede una scienza libera di evolvere senza vincoli prettamente ideologici.

La società “chiusa” si configura invece con l’immagine di una società “costretta” ovvero fondata sul primato dello “stato etico” che impone, con la scusa di un ipotetico bene pubblico, le scelte di elite dirigenziali in grado di limitare la libertà dei singoli individui.

La società chiusa costringe di conseguenza la ricerca scientifica nell’angolo e limita la libertà dei ricercatori.

Progresso contro restaurazione, futuro contro passato, libertà contro proibizionismo, responsabilità individuale contro responsabilità collettiva, libero mercato contro dazi e protezionismo, cultura contro ignoranza, evoluzione contro involuzione, laicità contro fede.

Questi sono solo alcuni esempi che facilitano il confronto e consentono di capire.

Le strutture burocratico-amministrative dei singoli stati hanno sfumature diverse e talvolta queste sfumature confondono le idee e inducono le masse a considerazioni errate.

L’Europa è oggi garanzia di società aperta con regole comuni e condivise, mentre la visione sovranista che ci vogliono “vendere” è la quasi certezza di entrare a far parte di società chiuse.

Putin, Erdogan e Orban  rappresentano già oggi la restaurazione di società che vogliono tornare al passato, orientate alla chiusura e alla restrizione delle libertà individuali. In queste nazioni i diritti civili hanno fanno passi indietro preoccupanti.

Il liberalismo e le idee liberali hanno costruito il mondo moderno, ma purtroppo l’Europa e gli Stati Uniti d’America sono alle prese con una sorta di ribellione contro le classi dirigenti liberi, che sono viste negativamente.

mentre il fascismo ed il comunismo fallivano nel corso del XIX e XX secolo, le società liberali sono cresciute in modo esponenziale.

Le prossime elezioni europee del 26 maggio saranno molto importanti per il futuro dell’Europa e per la direzione che le politiche europee prenderanno.

Il sogno e la speranza di migliorare il mondo e la società non deve svanire, anzi deve restare acceso nelle menti di tutti coloro che lottano oggi e lotteranno domani per questo ideale di libertà, che si incarna nella visione di una società aperta. Con il nostro voto dobbiamo impedire il ritorno di modelli sociali, culturali e religiosi del passato che contrastano il concetto di fratellanza e uguaglianza. 

 

 

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