agosto 19, 2016

RIABILITAZIONE DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE

La rieducazione dei pazienti operati di ricostruzione del LCA rappresenta senza dubbio uno dei più vasti capitoli della rieducazione sportiva.

Per comprendere le esigenze che sorgono in seguito ai diversi interventi, si possono formulare alcune considerazioni:

Il legamento crociato anteriore è una struttura stabilizzatrice primaria per il ginocchio. In virtù della presenza di recettori propriocettivi e nocicettivi rappresenta una struttura attiva.

Le strutture muscolari che intervengono a dare stabilità al ginocchio devono interagire con estrema precisione ed armonia.

Diverse sono le metodiche disponibili per la ricostruzione del legamento crociato anteriore e da ciò derivano le differenti metodiche rieducative, che devono in ogni caso fare riferimento alla tenuta dei mezzi di fissazione dell’impianto del neo-legamento, alla guarigione biologica del sito donatore ed alle condizioni cliniche del paziente.

Il trattamento rieducativo trova la sua più profonda motivazione nel fatto che non è sufficiente dare stabilità, ma è necessario recuperare completamente la funzione.

E’ noto come il tendine, dopo il trapianto, vada incontro in determinati periodi a fenomeni di adattamento e rimaneggiamento che ne modificano le caratteristiche funzionali. Tuttavia, la constatazione che l’immobilità porta a complicanze di vario genere, quali la rigidità articolare soprattutto in estensione, ha spinto i chirurghi a considerare metodiche rieducative sempre più efficaci, forti anche dei notevoli progressi della tecnica operatoria.

Attualmente si parla di rieducazione “accelerata” basata su presupposti di carattere istologico, biomeccanico e funzionale.

Ci sono perciò numerosi fattori che interagiscono per produrre un risultato ottimale dopo un’operazione chirurgica del ginocchio. La specificità degli esercizi rappresenta un fattore di importanza fondamentale.

Camminare, correre, tornare a fare sport.
Presso molti Centri riabilitativi in tutto il mondo sono stati rieducati per lesione del legamento crociato anteriore migliaia di pazienti che nel corso degli anni hanno via via affrontato tecniche chirurgiche e protocolli riabilitativi in continua evoluzione. Alla luce di questa ampia casistica mondiale abbiamo individuato delle linee guida in base alle tre domande che il paziente rivolge sempre al suo rieducatore dopo l’intervento:

1) Quando riprenderò a camminare ?
2) Quando riprenderò a correre ?
3) Quando tornerò a fare sport ? 

Abbiamo sintetizzato perciò il programma riabilitativo in 3 fasi che rispondono a queste precise funzioni da recuperare: camminare, correre, fare sport.  

FASE 1 –

La prima fase inizia dopo l’intervento chirurgico dura all’incirca 3/4 settimane; ha come obiettivi la riduzione del gonfiore, il reclutamento attivo del quadricipite, il recupero dell’estensione completa, il raggiungimento dei primi 120° di flessione, l’inizio della deambulazione corretta. Il lavoro viene svolto in palestra ed in piscina e le sedute di trattamento prevedono: esercizi attivi per l’estensione e per la flessione, esercizi propedeutici al carico, esercizi di rinforzo muscolare e terapie fisiche manuali e/o strumentali.

FASE 2 –

La seconda fase, che dura dal 2° fino alla fine del 3° mese, ha come obiettivi il recupero dell’articolarità completa e della forza muscolare. Si utilizzano esercizi in acqua, esercizi propriocettivi effettuati su tavolette instabili per aumentare il controllo neuromotorio, specifici lavori di rinforzo di tutta la catena muscolare dell’arto inferiore.

FASE 3 -

La terza fase si svolge fra la palestra di riabilitazione ed il campo sportivo e all’inizio del 4° mese si riprende la pratica sportiva. Ha come obiettivi il recupero completo della forza muscolare, il recupero delle capacità cardio-vascolari, la ripresa del gesto sportivo. Il programma sul campo prevede carichi di lavoro crescenti distinti per fasi e la ricerca della perfetta coordinazione neuromotoria anche in situazioni di stress (riatletizzazione).

Negli atleti di alto livello, la ricerca di tempi accelerati di recupero farà ottenere risultati sorprendenti pur nel rispetto dei tempi biologici di guarigione. Il lavoro si avvale di doppie sedute quotidiane, inizialmente divise fra palestra e piscina, quindi poi tra palestra e campo, di controlli ravvicinati per l’inserimento di esercizi più complessi non appena se ne vede la possibilità.

 

 

 

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