marzo 11, 2013

V CONGRESSO NAZIONALE DOTTORI IN SCIENZE MOTORIE

V° Congresso  Nazionale D.M.S.A.

Il Chinesiologo tra passato, presente e futuro

18-19 Maggio 2013

 

Caro Collega,

l’Associazione Nazionale dei Dottori in Scienze Motorie ha deciso per quest’anno di organizzare il quinto Congresso Nazionale in una location fantastica a 30 minuti dal centro di Verona.

La struttura che ospiterà il congresso è “villa dei cedri”

http://www.villadeicedri.it/novita.htm

Verona è una bellissima Città ricca di monumenti antichi ed inoltre ha l’ambizione di rappresentare una Città moderna, evoluta ed attenta alla salute dei suoi Cittadini.

Partecipare ad un Congresso Nazionale di questo tipo è un’occasione unica per confrontare le proprie esperienze professionali con quelle di altri colleghi.

Scopo di questo Congresso, che avrà la durata di due giorni (sabato 18 maggio e domenica 19 maggio), sarà quello di evidenziare l’importanza del ruolo professionale del Chinesiologo (dottore in scienze motorie) ed il suo collocamento professionale nei vari ambiti.

Il Congresso  intitolato “Il Chinesiologo tra passato presente e futuro”, sarà diviso in tre sessioni all’interno delle quali ci saranno diversi interventi ed una discussione finale ove saranno coinvolti i relatori, i moderatori ed i partecipanti al Congresso.

Durante il Congresso verrà più volte sottolineata l’importanza di un approccio professionale multidisciplinare, in linea con le attuali esigenze contemporanee.

 

Presidente Nazionale: Luca Barbin

Segretario Nazionale: Giorgio Pasetto

 

 

Segreteria Scientifica: Gianni Pulisciano scientificreports@katamail.com

 

 

Segreteria Organizzativa: GlobalStudios ADV – Padova

Tel. 049/755762 – fax 049/8035599 – Mobile 348/2355728

Mail: organizzazioneeventi@globalstudios.it

  

IL PROGRAMMA DEL CONGRESSO

                                                         Sabato 18 maggio
 9.00: Intervento del Sindaco di Verona Flavio Tosi
 9.30: Storia moderna della professione di chinesiologo
          Luca Barbin - Presidente Nazionale DMSA - Genova
 9.45: Legge n.4 del 2013, il futuro è aperto
          Marco Iorio - Referente Regione Lazio DMSA - Roma
10.00: Il Chinesiologo e il Fisioterapista, competenze professionali e 
          documento Ministeriale
          Gianni Pulisciano – Referente Regione Puglia DMSA - Bari
10.15: Progetto “Palestre Verona”
          Giorgio Pasetto – Segretario Nazionale DMSA - Verona
10.30: coffee break
11.00: L'esercizio fisico come un farmaco
          Andrea Zannoni – Referente Regione Emilia Romagna DMSA - Bologna
11.20: Il movimento e l'evoluzione dell'uomo
           Andrea Brunelli – Dottore di ricerca in attività fisica e salute - Verona
11.40: Dal Fitness al Medical Fitness
           Dario Meneghini – Referente Provinciale DMSA - Verona
12.00: Il movimento e l'anziano
           Benedetta Casti Roberta – Referente Regione Piemonte DMSA - Torino
12.20: Quantità o qualità del movimento?
           Walter Bragagnolo – Ex Direttore Tecnico ISEF e Allenatore - Verona
12.40: L’importanza dei dati per prendere decisioni nel mondo del calcio
           Daniele Tognaccini – Direttore MilanLab - Milano
13.00: Discussione 
13.30: pausa pranzo
14.40: Il senso di appartenenza
           Alberto Bucci – Motivatore Naz Ita Pro di golf - Rimini
15.00: L’innovazione nello sport di alto livello
           Massimo Scarpa – Teem Manager Naz Ita Pro di golf - Padova
15.20: La preparazione del golfista
           Mauro Bertoni – Preparatore Atletico Naz Ita Pro golf - Ferrara
15.40: Malattie croniche esercizio sensibili
           Federico Colizza – Specilista in preventiva ed adattata - Trieste
16.00: Preparazione atletica, quale futuro ?
           Paolo Romagnoli – Docente e preparatore atletico - Verona
16.20: Metodologie di allenamento nel volley professionistico
           Bruno Bagnoli – Allenatore Marmi Lanza Verona serie A1 - Mantova
16.40: coffee break
17.20: Il metodo Pilates ed il laureato in scienze motorie
           Alda Boccini – Posturologa e Insegnate Pilates - Genova
17.40: News in scienze dell’allenamento
           Alessandro Stranieri – Docente ELAV - Perugia
18.00: Dalla rieducazione alla preventiva adattata
           Stefano Cannas – Specialista in Ginn. Preventiva e Adattata - Cagliari
18.20: Postura e prevenzione
           Adorno Fabrizio – Posturologo - Verona
18.40: Discussione 
20.00 Cena partecipanti
                                                       Domenica 19 maggio
  9.30: Laurea in scienze motorie e prospettive future
           Federico Schena - Presidente Collegio Didattico Sc. Motorie - Verona
  9.50: Il medico sportivo, il laureato in scienze motorie ed il fisioterapista: modelli di integrazione e collaborazione 
           Filippo Quattrini – Medico Sportivo Coni - Roma
10.10: Il dottore in scienze motorie e l'osteopatia
           Giulio Giacomelli – Osteopata Dottore in Scienze Motorie - Verona
10.30: La prescrizione dell'esercizio fisico ed il medico di medicina generale
           Carlotta Chiari – Specialista in Preventiva e Adattata Dipartimento di Prevenzione ULSS 20 - Verona
10.50: coffee break
11.30: Modelli previsionali e scelte politiche
           Arnaldo Vecchietti – Dirigente Politiche Comunitarie Comune di Verona
11.50: Le società di professionisti in funzione della legge n.4 del 2013
           Fabio Zambelli – Avvocato - Verona
12.10: La professione di Chinesiologo e l'inquadramento fiscale
           Giovanni Fassini – Commercialista – Verona
12.30: Il rischio professionale
           Marco Bastianello – Avvocato - Verona
12.50: L’inserimento del laureato in scienze motorie in ambito sanitario
           Beatrice Mantovani – consulente per le politiche sanitarie - Verona
13.10: Discussione e chiusura del convegno
gennaio 23, 2013

Oggi in discussione nella V^ Commissione del Comune di Verona

Proposta di Deliberazione, oggetto: salute e igiene pubblica – atto di indirizzo in materia di “Qualità della vita, benessere e salute a Verona”

(Il Consigliere Pasetto illustra la proposta.)

Signori Consiglieri

Il Comune di Verona vuole migliorare la salute e la qualità della vita dei suoi cittadini.

La “salute” di un cittadino rappresenta un vantaggio non solo per lui ma anche per la collettività. Questo è il punto di partenza “moderno”, che eleva l’attenzione della libertà di scelta puramente individuale e ne condivide le sue ricadute sociali ed economiche.

La sostenibilità economico/finanziaria del SSN è una delle principali preoccupazioni del governo che ne enfatizza in ogni occasione la criticità. L’aumento progressivo della popolazione anziana, con i relativi effetti di compromissione fisica e cognitiva se non accompagnati da adeguate politiche pubbliche locali che ne riducano l’impatto negativo determinerà, nella situazione demografica in corso, ulteriori difficoltà di finanziamento del sistema.

Un cittadino con sane abitudini di vita è generalmente un cittadino che costa meno alla Sanità, che si sposta frequentemente a piedi o in bicicletta, che può accedere agli edifici senza gravi difficoltà, che si sente in equilibrio psicofisico e capace di avere una vita sociale, che più probabilmente partecipa attivamente ad attività urbane, che si sente più spinto ad approfondire le proprie conoscenze e che, maggiormente integrato nel tessuto socio-culturale locale, lo alimenta con la propria personalità e creatività.

Vi sono buone probabilità che questo cittadino invecchi in modo attivo.

Per raggiungere questo scopo intende promuovere un insieme d’iniziative e azioni sui diversi fattori responsabili di perdita, di riduzione, di scarsa attenzione alla salute.

Azioni ed obiettivi

Con il fine di perseguire tali obiettivi, il Comune di Verona intende applicare un approccio integrato, agendo particolarmente sui suoi servizi, per favorire e incrementare la consapevolezza specifica dei cittadini sul bene fondamentale della salute, stimolandoli a prendere decisioni informate.

Il Comune di Verona s’impegna a raggiungere lo scopo in premessa attraverso una maggiore attenzione al tema del benessere e della qualità della vita dei cittadini veronesi,  favorendo un maggior coordinamento delle attività delle Amministrazioni pubbliche che operano a livello territoriale, un maggior coinvolgimento dei Privati che operano a livello commerciale e una più marcata integrazione delle attività operative dei servizi e settori comunali al fine di ridurre significativamente: sedentarietà, obesità, tabagismo, alcolismo, mediante realizzazione di specifici Piani di intervento.

Si propone quindi che l’Amministrazione comunale, attingendo alle migliori esperienze internazionali, si impegni a far proprie entro 18 mesi dall’adozione della presente delibera specifiche linee guida di contrasto dei fenomeni della sedentarietà, obesità, tabagismo, alcolismo. Si impegna, inoltre, ad attivare un apposito programma di monitoraggio dei fenomeni in questione e di educazione permanente

Il cittadino deve “recepire” che l’Amministrazione è attenta al suo benessere e favorisce la sua capacità di prendere decisioni consapevoli e informate

Sempre entro 18 mesi dall’approvazione della presente proposta di delibera l’Amministrazione dovrà attivare concrete iniziative in tal senso, quali ad esempio:

a) Organizzare e gestire una campagna educativo/informativa per accrescere e diffondere cultura e consapevolezza;

b) Collaborare con l’Azienda Sanitaria Locale, l’Università di Verona, le varie associazioni e le palestre del territorio;

c) Definire l’approccio scientifico dell’Ente al problema;

d) Intervenire su regolamenti e capitolati comunali, introducendo proposte preferenziali e suggerimenti

Definire l’approccio scientifico dell’Ente al problema

Il Comune di Verona può dare un contributo importante a livello di approccio metodologico al problema mediante raccolta di informazioni scientifiche, soprattutto dall’Università e dall’ASL. Elaborando dati statistici aggiornati può mettere a disposizione dei decisori politici locali dei modelli di simulazione di scelte politiche e sociali. Le previsioni potranno essere effettuate sulla base dell’evoluzione demografica veronese, che evidenzi  il trend possibile e/o auspicabile dei saldi demografici locali. Alla popolazione totale-prevista-auspicata, nel periodo considerato, verrà applicato un tasso variabile di obesità-tabagismo-alcolismo ecc. ed un tasso variabile di correzione (target) degli stessi fattori. La simulazione permetterà di valutare gli impatti possibili delle politiche pubbliche locali a contrasto dei fenomeni considerati. Questo strumento previsionale tenuto in grande considerazione in Europa e nel mondo definirà l’approccio scientifico dell’Ente al problema e, come un “atout”, permetterà al Comune di proporsi come modello per altre Amministrazioni.

L’importanza della “misurabilità” dei risultati di qualsiasi intervento pone l’accento sulla necessità di disporre di strumenti di “risposta”, in grado di correggere o intensificare, ad esempio, l’intervento stesso. Richiede anche, e soprattutto, di costruire un sistema-Osservatorio della salute, in cui dovranno essere rappresentati i portatori di interesse locali: il sistema sarà guidato dal Sindaco, a cui deve essere attribuita non solo la funzione di raccolta e stima dei dati, ma anche il potere di normare in conseguenza, sul territorio, su questo tema specifico

Organizzare e gestire una campagna educativo/informativa per accrescere e diffondere cultura e consapevolezza

L’Amministrazione si costituirà parte attiva per accrescere la consapevolezza locale, puntando a un’azione capillare informativa – educativa.

Potrà farlo rivolgendosi, in modo particolare, alle nuove generazioni con momenti d’incontro presso le scuole, luogo privilegiato per l’approfondimento culturale. Potrà essere proposto l’inserimento tra gli argomenti di studio l’”educazione a un corretto stile di vita”.

L’Amministrazione si rivolgerà ai genitori, attraverso Newsletter che saranno spedite per e-mail alle famiglie e distribuite in versione cartacea presso le farmacie.

Infine, potrà rivolgersi ai formatori, favorendo l’organizzazione e la diffusione di corsi tenuti da esperti per potenziare al massimo la preparazione degli insegnanti. Al riguardo, l’Amministrazione potrebbe valutare la possibilità di stabilire un protocollo di collaborazione con strutture di alta formazione e con organizzazioni che si occupano di divulgazione di contenuti scientifici.

Un documento d’indirizzo dell’Amministrazione potrà stabilire condizioni per il coinvolgimento dei media (giornali, radio e tv) locali come attori importanti nella rappresentazione della quotidianità, attribuendo loro responsabilità di approfondimento, aggiornamento costante, ampliamento della possibilità di dibattito soprattutto a livello locale

Collaborare con l’Azienda Sanitaria Locale, l’Università di Verona, le associazioni e le palestre del territorio.

L’Amministrazione potrà attivare un’apposita struttura di coordinamento INTERSETTORIALE a presidio delle politiche urbane per la qualità della vita. Inoltre appoggerà e favorirà la diffusione dei risultati delle iniziative già da tempo intraprese dall’Azienda Sanitaria Locale in materia di linee guida di prevenzione, includendo informazione specifica nelle Newsletter, patrocinando convegni locali, condividendo eventuali progetti futuri sul tema.

Una stretta collaborazione con l’Università permetterà di acquisire una visione specialistica delle tematiche trattate, oltre ad aumentare la possibilità di diffusione di contenuti di elevato livello scientifico e operativo.

La pratica motoria potrà essere incoraggiata attraverso meccanismi d’incentivazione non economica alle associazioni e alle palestre, per spingerle ad attivare terapie fisiche individuali e di gruppo a prezzi calmierati, con possibilità di agevolazioni e pagamenti rateali, per obiettivi specifici. Così facendo, saranno rese accessibili le palestre anche ai meno abbienti. A supporto del cambiamento che l’Amministrazione vuole indurre si dovrà sempre prevedere specifiche azioni per il coinvolgimento di sponsors.

In questo contesto, si potrà inserire anche il progetto  “Palestre sicure”, per iniziativa di DMSA ( Associazione Dottori in Scienze Motorie), e in risposta alla necessità di cooperare in rete con i portatori di interesse locale. Tra le finalità del progetto si potrebbero includere quelle di promuovere la sicurezza degli utenti delle palestre, divulgare uno stile di vita sano e consapevole, diffondere un’informazione orientata a modificare comportamenti inadeguati all’origine di malattie degenerative.

Alla rete potranno quindi aderire il Comune, l’Università, L’Azienda Sanitaria Locale, le  Palestre del territorio, le Farmacie e il mondo associativo. Ciascun partner avrà un ruolo specifico nel progetto, che offrirà l’opportunità a tutti i partecipanti di intervenire su una molteplicità di aspetti, riconducibili a qualità e  sicurezza, in riferimento a caratteristiche ambientali e strutturali di salubrità, rispetto di norme edilizie, rispetto di norme di sicurezza e igienico-sanitarie, dotazione di attrezzatura medico-sanitaria per il pronto intervento, qualifica ed esperienza del personale, prevenzione contro il ricorso a doping e ad abuso di integratori, formazione all’uso del defibrillatore, ecc.

Intervenire su regolamenti e capitolati, introducendo proposte preferenziali e suggerimenti

L’Amministrazione potrà agire direttamente su propri regolamenti di vario tipo.

Ad esempio, in ambito edilizio potranno essere introdotti criteri atti a favorire abitudini salutari dei residenti.

Le palestre e gli impianti sportivi potranno introdurre protocolli volontari basati su nuovi principi di sicurezza per la pratica motoria sia libera sia guidata. L’arredo urbano potrà favorire la vivibilità della città, gli spostamenti a piedi e l’aggregazione, prevedendo la realizzazione di ulteriori piccole aree verdi, passeggiate protette, e installazione di ulteriori panchine per favorire la sosta, in particolare di anziani e bambini, durante i percorsi.

Per incoraggiare la pedonalità, potranno essere introdotte misure di salvaguardia: ad esempio, allargando i marciapiedi in alcune aree che si prestano particolarmente al cammino, rimuovendo gli ostacoli installati sui marciapiedi se questi sono troppo stretti, sensibilizzando i cittadini ad evitare il parcheggio sui marciapiedi, e altri provvedimenti analoghi.

Si potrà agire sui criteri dei capitolati in uso all’Amministrazione per la fornitura di servizi di ristorazione negli uffici comunali, compresi i distributori automatici. I prodotti venduti confezionati potranno rispondere a requisiti  che ne permettano l’immediata valutazione da parte dell’acquirente della loro composizione e dell’apporto calorico; si potranno privilegiare cibi equilibrati dal punto di vista nutrizionale. Potrà essere richiesta la certificazione di provenienza delle materie prime, preferibilmente locale; potrà essere favorita la freschezza rispetto ai cibi conservati e ricchi di additivi. L’Azienda Sanitaria Locale potrebbe fornire un elenco di caratteristiche da rispettare, e il Comune potrebbe includerle come condizione necessaria da rispettare per ottenere l’autorizzazione all’erogazione.

Eventuali suggerimenti nutrizionali si ispireranno alle caratteristiche della Dieta Mediterranea, tuttora considerata la più adatta per la salvaguardia della salute. La scelta degli alimenti, ad esempio per le mense scolastiche, cadrà su cibi semplici e il meno elaborati possibile.

Ciò premesso:

La prospettiva reale di una società mediamente sempre più “vecchia” deve prendere in considerazione la necessità del prolungamento di condizioni di salute orientate all’autonomia. In caso contrario, il sistema socioeconomico avrà sempre maggiori difficoltà nel sostenere il carico di persone con graduale riduzione della capacità di affrontare gli stress ambientali e sociali, perchè indebolite dall’insorgenza del concatenarsi di patologie e sempre più “isolate”, sino alla perdita di autonomia fisica e psichica e incapaci di padroneggiare la propria vita.

L’Amministrazione può contribuire in modo significativo, con le più diverse decisioni operative in tema di lavoro, mobilità, pianificazione, offerta di servizi, ecc, ad educare i cittadini a guardare con maggior attenzione alla loro salute, ricordando che l’indipendenza genera sempre nuova energia mentre la dipendenza la consuma soltanto”.

Viste le Linee programmatiche di mandato amministrativo 2007 -2013

Viste le politiche sociali della Commissione Europea inerenti per il 2012 Anno europeo per l’invecchiamento attivo ed il dialogo intergenerazionale e per il 2013 Anno europeo del cittadino;

Il Consiglio Comunale

Preso atto che sulla proposta, che costituisce mero atto di indirizzo, ai sensi e per gli effetti dell’art. 49, primo comma del D.Lgs 18.08.2000, n. 267, non deve essere espresso alcun parere di regolarità tecnico- contabile

Delibera 

1        di approvare l’atto di indirizzo presentato;

2        di invitare la Giunta ad approfondirne le proposte valutandone fattibilità ed esigenze operative.

 

 

PROGETTO “PALESTRE VERONA”

 Premessa

Il progetto “Palestre Verona “ nasce dall’esigenza di creare una rete di enti e strutture in grado di cooperare tra loro al fine di mettere al centro dell’attenzione il cittadino, ovvero l’utente stesso dei centri per l’attività motoria, mediante la creazione di una valida collaborazione tra Università, Dipartimento di Prevenzione ULSS 20, Comune, Palestre del territorio, Farmacie e mondo associativo, per far sì che l’attività motoria possa essere un valido strumento di promozione della salute, di prevenzione e cura di patologie cronico degenerative, promuovendo e valorizzando l’importanza di assumere un corretto stile di vita, ma anche di prevenire e contrastare tra i frequentatori delle palestre e dei centri fitness l’utilizzazione e la diffusione di sostanze dopanti, assicurando un modello di buona gestione complessiva mirato al miglioramento dello stato di salute e di benessere degli utenti.

Più in generale, il progetto si propone di valorizzare il ruolo di tali centri nella promozione di un’attività che tuteli la sicurezza degli utenti e che miri alla promozione di uno stile di vita sano e consapevole, promuovendo campagne informative che mirino a modificare comportamenti inadeguati che favoriscono l’insorgere di malattie degenerative .

Ciascuno degli enti coinvolti avrà un ruolo specifico che nel corso del progetto sarà adeguatamente descritto.

OBIETTIVI GENERALI

In realtà, la qualità del servizio erogato dalle palestre e dai centri fitness ha una valenza educativa nel promuovere tra gli utenti uno stile di vita sano, anche contrastando l’eventuale abuso di sostanze e farmaci dopanti. Il progetto va, dunque, inteso come una rilevante opportunità di intervenire su una molteplicità di aspetti riconducibili a due macrobiettivi:

a)      La qualità e la sicurezza delle esercitazioni proposte agli utenti

b)      La promozione tra gli stessi di uno stile di vita sano

Il primo macrobiettivo riguarda i seguenti aspetti:

-          la qualità della valutazione iniziale dell’utente;

-          la verifica periodica della sua condizione fisica, attraverso test ripetibili e significativi;

-          la corretta esecuzione delle esercitazioni e la prevenzione dei traumatismi;

-          la capacità di riconoscere problematiche di competenza sanitaria;

-          la necessità di una visita medica, come previsto per legge.

Il secondo macrobiettivo è riferito ai seguenti aspetti:

-          l’educazione ad uno stile di vita attivo e la promozione presso gli utenti di corrette abitudini alimentari evitando l’uso del tabacco, l’abuso di alcol  e  il consumo di sostanze psicoattive illecite come previsto dal DPCM “Guadagnare Salute” del 2007  ;

-          l’educazione al corretto uso dei farmaci limitato alle esigenze terapeutiche comprovate da prescrizione medica; in particolare, attraverso una sistematica informazione e sensibilizzazione, si può mirare all’eliminazione della domanda di farmaci scorrettamente collegati con l’attività fisica, come i farmaci dopanti, gli anoressizzanti e l’abuso di farmaci antinfiammatori e analgesici e l’uso scorretto di integratori;

-          l’abitudine ad un regolare esercizio fisico come strumento di prevenzione e cura rispetto alle patologie cronico-degenerative.  Riteniamo fondamentale che per tali patologie, l’esercizio fisico sia condotto da personale adeguatamente formato, ovvero da dottori in Scienze Motorie, i quali seguono uno specifico corso di Laurea triennale o specialistico/magistrale.

Il progetto, frutto della collaborazione tra diverse Istituzioni pubbliche e soggetti privati, manifesta le seguenti peculiarità:

  • rappresenta l’impegno concreto delle pubbliche Istituzioni territoriali, verso la protezione della salute pubblica e a tutela del diritto dei cittadini a svolgere una pratica sportiva limitando i rischi ed utile per promuovere un corretto stile di vita;
  • costituisce un esempio di alleanza tra le pubbliche Istituzioni e i gestori delle palestre e dei centri fitness che, aderendo volontariamente al progetto e completandone il percorso, adotteranno, al termine, un marchio da esporre al pubblico ed utilizzabile anche nella promozione commerciale della propria attività. Il valore aggiunto dell’adesione al progetto, infatti, sarà dato anche dalla visibilità che si vuole dare all’iniziativa tra i cittadini possibili utenti dei centri, sia mediante l’ausilio degli Enti locali, sia con la collaborazione delle strutture sanitarie e le farmacie;

L’adesione al progetto da parte delle Palestre comporta la loro partecipazione ad alcune iniziative di aggiornamento indirizzate a migliorare la qualificazione degli operatori e incrementare le proposte di attività fisica per la salute per utenti “speciali” e al contrasto all’abuso di integratori, sostanze e farmaci dopanti.

CODICE ETICO

LE PALESTRE CHE ADERISCONO AL PROGETTO “PALESTRE VERONA” SI IMPEGNANO A RISPETTARE I SEGUENTI PUNTI

(mediante autocertificazione)

1. SVOLGERE L’ATTIVITA’ IN LOCALI SALUBRI, IDONEI ALLO SCOPO ED IN REGOLA CON LE NORME EDILIZIE, IGIENICO-SANITARIE E SULLA SICUREZZA;

2. DOTARSI DI UN DIRETTORE TECNICO CHE SIA LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE E/O DIPLOMATO ISEF;

3. UTILIZZARE PER LE ATTIVITA’ SPECIFICHE RIVOLTE AD UTENZE SPECIALI (PERSONE CON PATOLOGIA CRONICA SIGNIFICATIVA) PROGRAMMI ED ISTRUTTORI QUALIFICATI, PREFERIBILMENTE LAUREATI MAGISTRALI IN SCIENZE MOTORIE;

4. ATTUARE COMPORTAMENTI ATTIVI DI PROMOZIONE DI STILI DI VITA SANI E DI PREVENZIONE NEI CONFRONTI DEL DOPING E DELL’ABUSO DI INTEGRATORI;

5. PREDISPORRE CORRETTE MODALITA’ DI INFORMAZIONE E PROMOZIONE DELLE PROPRIE ATTIVITA’ PER L’UTENZA;

6. PARTECIPARE AGLI INCONTRI DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATI DA UNIVERSITA’ E ULSS 20  IN COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA;

7. CONDIVIDERE PROTOCOLLI SPECIFICI PER TIPOLOGIA DI UTENTE;

8. DOTARSI DI DEFIBRILLATORE SEMI-AUTOMATICO;

9. SEGUIRE I CORSI DI FORMAZIONE BLS E PER L’USO DEL DEFIBRILLATORE;

10. INVITARE I PAZIENTI “A RISCHIO” A FARE UNA VISITA MEDICA. 

CREAZIONE DI UNA RETE CON AL CENTRO IL CITTADINO

Il progetto si propone di agire sue due strade: l’assunzione di uno stile di vita corretto e la prevenzione di malattie croniche degenerative..

La prevenzione si attuerà con campagne efficaci di promozione di un corretto stile di vita per tutte le fasce della popolazione, sottolineando l’importanza di svolgere una regolare attività motoria presso strutture qualificate, le “Palestre Verona” con campagne attive  anche sullo stile di vita (informazione a riguardo di temi quali l’abuso di farmaci e sostanze dopanti, tabacco, alcol e sull’importanza di una corretta alimentazione).

L’utente portatore di una patologia stabilizzata, sarà sensibilizzato e consapevole sull’importanza di proseguire il suo protocollo rieducativo anche terminato il normale iter terapeutico presso centri specializzati, e avrà quindi la possibilità di  “ affidare la sua salute” a personale qualificato che opera presso “Palestre Verona”.

dicembre 20, 2012

Professione Chinesiologo: Il DDL 3270 relativo alle Associazioni Professionali è legge dello Stato.

La regolamentazione delle associazioni professionali è legge. il 19/12/12 la X Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati ha approvato in sede legislativa la legge che regolamenta le associazioni delle professioni non organizzate con ordini o collegi (AC 1934-B).

Il Parlamento Italiano si è reso protagonista di una pagina importante nella storia delle professioni italiane, perché l’approvazione di questa legge rivoluziona il sistema rendendolo più moderno, efficace e competitivo. Con questo provvedimento si è garantita l’utenza e dato dignità e status ad oltre tre milioni di professionisti riconoscendo per legge il sistema duale delle professioni composto da ordini ed associazioni. La legge affida alle libere associazioni professionali, organizzazioni a carattere privatistico ed adesione volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, il compito di valorizzare le competenze dei professionisti ad esse iscritte, attraverso il rilascio di un attestazione di qualificazione professionale che agevola la scelta e la tutela del cittadino/utente.

La professione di CHINESIOLOGO – dottore in scienze motorie – diventa a partire dal 2013 una professione ufficiale e definita.

Da domani occorrerà iniziare a immaginare una nuova DMSA (www.dmsa.it).  Con questa legge, infatti, le associazioni divengono i più importanti organismi di tutela nei confronti dell’utenza e di conseguenza occorre puntare alla diffusione di standard qualitativi sempre più elevati.

 

 

novembre 18, 2012

DDL 3270 Professioni non regolamentate

Per i dottori in scienze motorie si avvicina l’ora della verità: con il passaggio in Senato (il 15 novembre) del Ddl As 3270 sulle professioni non regolamentate la strada non è più così in salita per chi vuole distinguersi dalla massa di avventizi e dopolavoristi.
Le modifiche la testo che arrivava dalla Camera ci sono state ma non così significative da precludere un’approvazione senza ulteriori cambiamenti a Montecitorio, soprattutto considerato l’iter lunghissimo e la prossimità della chiusura dei lavori parlamentari, che vanificherebbe il lavoro sin qui svolto.
Si tratta di un testo molto orientato ai consumatori e quindi, in questo caso, a tutti coloro che riterranno importante fare una attività motoria qualificata. Non si parla di “riconoscimento” di tipo ordinistico delle professioni ma di una serie di garanzie nella formazione e nell’attività, che solo i professionisti seri saranno in grado di dare. La qualificazione verrà curata anche dalle associazioni professionali di riferimento, alle quali però non è obbligatorio iscriversi non impone infatti l’iscrizione all’associazione di riferimento, cui viene affidato il compito di curare la formazione, scrivere un codice deontologico, istituire lo sportello del consumatore e vigilare sul comportamento dei propri iscritti.
Se il Ddl diventerà legge, i professionisti dovranno comunque decidere tra le diverse soluzioni: iscriversi a un’associazione, applicare le norme Uni chiedendo una certificazione. Oppure scegliere la via del fai da te: la qualificazione della prestazione professionale potrà anche essere basata sulla conformità di fatto alle norme tecniche Uni.
In ogni caso, la professione potrà essere esercitata in forma individuale, associata, societaria, cooperativa o dipendente. Mentre per le associazioni la costituzione è libera e volontaria. Le associazioni professionali devono garantire trasparenza dell’attività, osservanza dei principi deontologici, promuovere la formazione permanente degli iscritti, attivare uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore dove rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti. Un elenco delle associazioni, che possono anche unirsi in forme aggregative, sarà pubblicato sul sito del ministero dello Sviluppo economico. Le associazioni possono rilasciare, a tutela dei consumatori, un attestato sugli standard qualitativi del proprio iscritto, l’eventuale possesso di un’assicurazione e di una certificazione.
Più in dettaglio, le associazioni dovranno garantire la conformità della qualificazione della prestazione professionale alle norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI (le cosiddette “norme Uni”) e il ministero dello Sviluppo Economico le controllerà. La pubblicazione di informazioni non veritiere nel sito web dell’associazione o il rilascio dell’attestazione di cui all’articolo 7, comma 1, contenente informazioni non veritiere, saranno sanzionabili.
L’attività di dottore in scienze motorie resterà comunque libera, nel senso che potrà essere svolta come meglio si crede, però, come recita il DdI, «i requisiti, le competenze, le modalità di esercizio dell’attività e le modalità di comunicazione verso l’utente individuate dalla normativa tecnica UNI costituiscono princìpi e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato della singola attività professionale e ne assicurano la qualificazione». Le norme Uni, quindi, sono al centro e, anche se non è indispensabile per legge procurarsi una certificazione, è evidente che, in caso di controllo da parte dello Sviluppo economico, diventa difficile dimostrare che le procedure adottate con il “fai da te” rispettano alla lettera le norme Uni. Il ruolo delle associazioni riconosciute dallo Sviluppo e dei certificatori professionali è quindi destinato a crescere. Ma l’aspetto più importante sarà l’inevitabile scrematura di chi non sarà in grado di adeguarsi: non esiste, infatti, nel disegno di legge, una norma di salvaguardia per chi già esercita la professione, quindi tutti dovranno confrontarsi con le norme Uni e i severi requisiti richiesti sotto il profilo della trasparenza, dell’organizzazione dell’aggiornamento professionale.

novembre 17, 2012

ROMPERE IL MURO CON RIFORME LIBERALI

Il Senato ha approvato ieri, con alcuni emendamenti, il disegno di legge 3270 che regolamenta tutte quelle attività professionali non organizzate in Ordini, Albi o Collegi. Ora il testo dovrà tornare alla Camera in terza lettura e potrebbe essere approvato in tempi brevi. Il condizionale è d’obbligo, sono dieci anni che i professionisti associativi, che sono oltre 3 milioni, aspettano una norma che li regolamenti.

Giuseppe Lupoi, presidente del Colap – Coordinamento libere Associazioni professionali – è il fatto che siamo riconosciuti come professionisti. «È stata portata avanti una battaglia, persa, per definirci prestatori di opera intellettuale quando lo stesso Codice civile non vincola l’attività professionale solo a chi è iscritto a un Albo».

Sono escluse le professioni sanitarie, che non ha sollevato particolari proteste, perché di fatto sono già regolamentate da leggi o decreti.

Giorgio Berloffa, presidente di Cna professioni dichiara: ”il provvedimento è fortemente rivolto alla tutela dei consumatori, non si parla infatti del riconoscimento della professione, ma della qualificazione di chi svolge l’attività. È anche molto attento ai giovani – sottolinea Berloffa – non impone infatti l’iscrizione all’associazione di riferimento, cui viene affidato il compito di curare la formazione, scrivere un codice deontologico, istituire lo sportello del consumatore e vigilare sul comportamento dei propri iscritti”.

Va detto che nell’ultimo anno molte associazioni si sono rivolte all’Uni, l’Ente nazionale italiano di unificazione, per avere una regolamentazione super partes.

Ora il Ddl approvato ieri consente a chi svolge una professione non ordinistica, come l’amministratore di condominio, il dottore in scienze motorie, l’osteopata, il grafologo, l’operatore stragiudiziale solo per citarne alcune, di decidere come svolgere la propria attività.

Per chi come DMSA – Associazione Italiana Dottori in Scienze Motorie ha creduto che l’Associazionismo Professionale rappresentasse l’unica modalità democratica per ottenere il giusto riconoscimento, sta per vedere realizzato il proprio “sogno”. DMSA è storicamente vicina al COLAP, ma nutre simpatie per CNA PROFESSIONI. Si prospetta così per il futuro un ambito professionale di tipo “duale”: uno più conservatore organizzato in Ordini Profesionali ed uno più liberare, anglosassone ed evoluto costituito da Libere Associazioni Professionali.

“IL FUTURO E’ APERTO” Carl Popper

novembre 4, 2012

Il Garante dell’attività motoria

Riporto il caso di un ragazzo punito per non essersi “impegnato abbastanza” con la rasatura dei capelli.

A Vicenza un baby nuotatore di 11 anni è stato umiliato dal suo allenatore per gli scarsi risultati ottenuti in una gara in Svizzera, lasciando che un atleta di poco più grande gli rasasse i capelli davanti ai compagni di squadra. Un castigo eccessivo. Quando il bambino è tornato a casa, rasato a zero con una croce di capelli in cima al cranio, i genitori hanno denunciato l’episodio insieme a quelli di un altro nuotatore cui la punizione è stata minacciata, ma non eseguita. Il prossimo 8 novembre l’allenatore, 52 anni, la sua vice, 28 anni, e l’esecutore del taglio (tutti indagati per abuso di mezzi di correzione) saranno sentiti dagli inquirenti. Dagli ambienti del centro sportivo rigettano l’accusa di antisemitismo: “E’ normale tagliare i capelli in concomitanza con le gare – dicono – e la croce è solo un riferimento alla bandiera svizzera”.
Senza sottolineare in modo eccessivo quanto avvenuto ed evitando di parlare di antisemitismo, prendo lo spunto per fare delle considerazioni costruttive e sintetizzo quanto segue:
1) lo sport è uno strumento di formazione ed educazione, ma se gestito da persone non adeguate può fare anche grossi danni, soprattutto nei più giovani;
2) Con lo sport noi possiamo migliorare la salute delle persone, ma anche peggiorarla,  basti pensare alla diffusione del doping;
3) Il volontariato e la professionalità spesso sono difficili da coniugare.
La mia proposta è che le società sportive si dotino di un “garante dell’attività motoria” ossia di un direttore tecnico/educativo laureato in  in scienze motorie che sia responsabile dell’adeguatezza dei processi educativi e sportivi.
L’obiezione a questa proposta è sempre la stessa: le società sportive non hanno i soldi per poter pagare un professionista.  La verità é che le società sportive preferiscono spendere i soldi per vincere non badando minimamente risultasti raggiungono questi risultati.
Fortunatamente non tutte le associazioni sportive sono così, molte di loro ed in numero crescente, stanno dando importanza alla professionalità ed alla qualità dei servizi che forniscono, coniugando volontariato e prestazioni tecniche retribuite.
ottobre 26, 2012

TANGO A PARIGI….., ANZI A MILANO!

 
Illustrissimo Signor Ministro,
Preg.mo Signor Sottosegretario,
Gent.mi Direttori e Capi dei Dipartimenti della Salute,
Preg.mo Assessore alla Salute Regione Lombardia,
Spett. le Dirigenza Generale Ospedale San Giuseppe,
questa Associazione di Dottori in Scienze Motorie – D.M.S.A. – ha appreso ieri che in Regione Lombardia e specificamante presso L’Ospedale San Giuseppe di Milano, dopo una fase sperimentale già svoltasi a Giugno del 2012, ha definitivamente preso inizio il programma sanitario di ”Tango-terapia” destinato a Pazienti cronici e neurolesi in fase di Riabilitazione.
Egregio Signor Ministro, verrebbe seriamente da interrogarsi sul merito di questa disposizione che ci si permetta, scientificamente è davvero molto “esotica”, se noi qui, in quanto Dottori in Scienze Motorie ed esperti del Movimento Umano, non conoscessimo a fondo le potenzialità del Movimento in tutte le sue moltelplici forme, inclusa la Riabilitazione neurologica, poichè agenti sulla sfera della Salute Umana, non che sui fattori anche psico-sociali e psico-emotivi che ad Essa sono correlati.
Ci duole tuttavia dover segnalare sia alla S.V., non che agli altri indirizzi in epigrafe, che se in analisi critica tale succitato “Programma di Tango-terapia”, risultasse anche, ed innegabilmente, benefico per i Pazienti affetti da Parkinson, Sclerosi Multipla, Stroke, da disturbi di Equilibrio neurogeni e da patologie croniche respiratorie, ecc.. , ANCORA una volta, è stata completamente ERRATA dalla Sanità la scelta degli Operatori  indicati a dover GESTIRE e COORDINARE un simile ”Progetto” se poi lo stesso, e davvero con tutto il rispetto professionale del caso e di Ognuno, venga condotto da degli Infermieri o da quant’altri ma sempre e comunque NON da dei “laureati in SCIENZE MOTORIE”.
Egregio Signor Ministro, Gentili Direttori e Capi Dipartimento della Salute, la Categoria Professionale che la nostra Associazione qui rappresenta, formata complessivamente da almeno 100.000 Professionisti laureati e specializzati in SCIENZE MOTORIE, non può che ritenere, anche questo ennesimo caso della “Tangoterapia” svolta al San Giuseppe di Milano, se non come un ennesimo episodio di stortura ed abberrazione professionale. Una risposta MOTORIA senz’altro giusta ma purtroppo data a dei Malati in un modo del tutto sbagliato: ossia attraverso Personale Infermieristico assolutamente INIDONEO, anche da un punto di vista assicurativo oltre che formativo, a poter gestire e poi condurre un Progetto sanitario così delicato, se non solo in forma del tutto auto-referenziata, cosa quest’ultima, che per un Progetto Sanitario che è e dev’ essere notoriamente scientifico, è del tutto illogica.    
Non credono forse le SS.VV. che sia giunta l’ora di dare un SENSO pratico ed EUROPEO ad una laurea come quella delle “SCIENZE MOTORIE” che dallo Stato Italiano, e proprio dal Sistema della Salute in particolare, è stata fino ad oggi bistrattata e professionalmente discriminata (Comma 7 dell’Articolo 2 del Decreto Legislativo n. 178/1998) ?
Non credono forse le SS.VV. che sia FINALMENTE giunto il momento, OGGI, nell’Italia Europea del XXI Secolo di inserire ANCHE questa laurea in SCIENZE MOTORIE, se non proprio nella “Sanità”, almeno in apposite Linee Guida Nazionali atte a poterla impiegare ed utilizzare professionalmente in un UNICO contesto “corpo” della Salute, assieme a tutti quei Suoi 100.000 Professionisti i quali solo proprio COLORO che compongono le Scienze Motorie italiane?
Non sarebbe finalmente giunto il momento di lasciarli ANCHE entrare nelle Corsie Ospedaliere, nelle RSA e nelle Cliniche Private ad impartire Attività Motoria questi 100.000 Professionisti delle SCIENZE MOTORIE, se poi, per trattare i Pazienti attraverso il Movimento Umano, non solo si impegnano spesso e del tutto aspecificamente i Fisioterapisti, tutt’altro che idonei alle Attività Motorie propriamente dette, ma ORA, addirittura, anche gli Infermieri al posto dei laureati in SCIENZE MOTORIE?
Signor Ministro, la laurea in SCIENZE MOTORIE è nata nel 1998 in Italia per adeguare il Nostro Paese all’Europa Comunitaria ma le corporazioni sanitarie allora esistenti le hanno immediatamente tarpato le ali, volendo esprimere IN LEGGE una mera DISCRIMINAZIONE PROFESSIONALE, sancita da una norma ad escludendum, presente al Comma 7 dell’Articolo 2 del Decreto Legislativo n. 178/1998, affichè, al Dottore in Scienze Motorie non potessero e non dovessero assolutamente competere FUNZIONI SANITARIE, specificando: “di cui alle Professioni mediche o di quelle ad esse sottoposte”.
Egregio Signor Ministro, noi laureati in SCIENZE MOTORIE saremo forse alieni alle “cose sanitarie” ma la lingua italiana riteniamo di riuscire ancora a comprenderla e noi, questo ”Comma 7″, proprio non l’abbiamo mai davvero compreso, neppure applicandoci. Noi laureati in SCIENZE MOTORIE accettiamo assolutamente che il Legislatore abbia voluto sottolineare, anche se assai pleonasticamente, che ai Dottori in SCIENZE MOTORIE non competessero funzioni sanitarie proprie di altre Professoni, e ciò era tanto ovvio da non dover essere neppure specificato a livello legislativo, ma tutto ciò non toglie comunque che le “SCIENZE MOTORIE” potessero allora come possano oggi esprimere – LORO STESSE – una PROPRIA finalità e fruibilità di tipo sanitario o fosse anche solo di tipo “socio-sanitario” che è e rimane assolutamente scevra, non che assolutamente DIVERSA, da tutte le altre Professioni che sono già esistenti.
Questo è proprio il caso specifico anche della c.d. “Danza-Terapia”, che attraverso il Tango viene oggi fatta svolgere con squilli di trombe e rulli di tamburi al San Giuseppe di Milano, come se si trattasse di un nuovo ed innovativo “farmaco”. E questo è anche il caso delle così dette “A.F.A.” – le Attività Fisiche Adattate – una Specialità Universitaria Magistrale delle SCIENZE MOTORIE, introdotta con la c.d. Riforma Universitaria nel 2000 e che invece vengono indebitamente ed impunemente fatte svolgere e coordinare, ad esempio in tutte le A.S.L. della Toscana e non solo della Toscana purtroppo, da dei Fisioterapisti, che sono formati per fare tutt’altro: la Fisioterapia appunto e non le “Attività Fisiche”, ancor che ”Adattate”, le quali, nella fattispecie, sono invece di appannaggio professionale SPECIALISTICO dei laureati in SCIENZE MOTORIE.
Signor Ministro, siamo molto rammaricati di dover SOTTOLINEARE e RIBADIRE alla S.V., ed in questo modo, per questa via, la nostra stessa ESISTENZA PROFESSIONALE ma se la nostra Categoria Professionale dovrà continuare a studiare, laurearsi e specializzarsi con tre, cinque, sette e forse più Anni Accademici in Studi Universitari a Medicina, con oltre 70 Esami Universitari, dei quali almeno due terzi sono di MEDICINA ed attraverso un monte ore superiore a 9.000 ore (nove mila) di formazione teorico-pratico per poi vedere che il NOSTRO Lavoro, la NOSTRA Professionalità, il NOSTRO STESSO Ruolo Storico vengono tacitamente ed impunemente esercitati da ALTRI, ci viene allora naturale chiederci: “COSA SI ESISTA A FARE”, in quanto “SCIENZE MOTORIE”, Egregio Signor Ministro.
Signor Ministro, dalla data del 31 Maggio 2011 questa nostra Associazione Professionale D.M.S.A. si è recata numerose volte ove le SS.VV. ricevono quest’ennesima segnalazione di sovrapposizione professionale in seguito all’Istituzione di uno specifico “Tavolo Tecnico Ministeriale Scienze Motorie/ Fisioterapia”. Quest’ultimo è stato voluto dal Vostro predecessore al Governo, l’allora ex Ministro On. Ferruccio FAZIO, il quale l’ha istituito solo DOPO l’abrogazione, avvenuta nel 2011, dell’equipollenza tra i due titoli di studio: “SCIENZE MOTORIE” e “FISIOTERAPIA”, esattamente per come essa era sancita dall’Art. 1 Septies della Legge n. 27 del 03/02/2006.
Nelle numerose convocazioni nei quali come Associazione di SCIENZE MOTORIE – D.M.S.A. – siamo convenuti presso il Vostro Ministero, si è dialogato a lungo, si sono espressi pareri, si sono suggerite numerose proposte: tutte finalizzate soprattutto a far sì che lo Stato Italiano potesse conferire a questi 100.000 Professionisti delle SCIENZE MOTORIE una PROPRIA, e finalmente DEFINITIVA, dimensione Professionale e ciò tra l’altro è purtroppo avvenuto alla presenza, tutt’altro che motivata, delle Associazioni dei Fisioterapisti, il cui destino professionale è già fin troppo ben delineato e sancito dalle Leggi vigenti. Le Associazioni dei Fisioterapisti NULLA avrebbero avuto a dover intervenire o ad interferire su quello che sono, saranno o diventeranno in futuro, anche al condizionale, le SCIENZE MOTORIE, eppure lo hanno fatto egualmente. 
Noi della D.M.S.A. (www.dmsa.it) – Associazione delle SCIENZE MOTORIE - non che i 100.000 Dottori in SCIENZE MOTORIE, che direttamente ed indirettamente qui abbiamo l’Onere e l’Onore di rappresentare, ancora attendiamo con trepidazione quanto emergerà dalla chiusura dei lavori di questo ”Tavolo Tecnico Scienze Motorie/Fisioterapia” istituito 18 mesi or sono e quanto meno, oramai, ci attendiamo ALMENO delle “Linee Guida Nazionali” a noi espressemente dedicate attraverso un “Accordo Conferenza Stato-Regioni” Signor Ministro, le quali ci consentano in un futuro molto prossimo di poter SPENDERE DIGNITOSAMENTE questa nostra laurea in SCIENZE MOTORIE che come chiunque altro, abbiamo conquistato e sudato, è proprio il caso di dirlo più di altri, molto faticosamente e poterla vedere FINALMENTE inserita sia nel Mondo del Lavoro non che nel Sistema Produttivo del Paese, qualsiasi sia il Settore: la Salute, lo Sport, l’Educazione, il Management, ovvero tutti questi Settori insieme, come da Decreto Legislativo n. 178/1998. 
E’ innegabile tuttavia che mentre noi Dottori in Scienze Motorie si attende, disciplinatamente, dallo Stato Italiano e ben da 15 anni ormai, delle RISPOSTE ormai fortemente attese e che riteniamo ormai di dover noi vedere evase, constatare invece che degli “Infermieri” o dei “Fisioterapisti” che si laureano e si specializzano in tutt’altro, finiscano con il far BALLARE il Tango ai Pazienti, ovvero a far praticare CLINICAMENTE, al nostro posto, le “A.F.A.” – Attività Fisiche Adattate – in ospedale o peggio in palestra, per le quali NON SONO ASSOLUTAMENTE FORMATI, ”A.F.A.” inoltre, che per definizione scientifica O.M.S., “CLINICHE” NON SONO affatto, ci duole, ci offende sia professionalmente che umanamente e pure ci spaventa molto Signor Ministro.
La nostra Associazione è ben poca cosa e del tutto risibile rispetto al Vostro Ministero ma noi siamo ben disponibili, IN QUALSIASI MOMENTO, a conferire ancora e nuovamente, sia con la S.V. che con i Vostri Capi Dipartimento al fine di trovare una soluzione che sia veramente DEFINITIVA a questo mero stillicidio professionale che sono ormai diventate le SCIENZE MOTORIE italiane. Purtroppo, o per fortuna, da “politici” quali si è, seppur per noi, in diversa misura, ben sappiamo entrambi che la soluzione per le SCIENZE MOTORIE, che sono ormai un’emergenza professionale nazionale, è come tutto il resto solo di natura POLITICA Signor Ministro e che per risolvere queste emergenze è assolutamente necessario fare delle ragionate scelte politiche. Quindi: o che si “chiuda”, che si abroghi questo così fortemente contrastato-odiato Corso di Laurea in “SCIENZE MOTORIE”, o che lo si RIVALUTI alla luce delle Sue EVIDENZE SCIENTIFICHE – O.M.S. – e storiche, ovvero che lo si DE-MEDICALIZZI in toto ed una volta per tutte e che lo si introduca, ma SERIAMENTE, nel Sistema Sportivo del Paese, il C.O.N.I., con buona pace dei Fisioterapisti, e ora, anche un po’ a sorpresa, anche con quella degli Infermieri “danzanti” o meno.
RingraziandoVi per l’Attenzione restiamo disponibili a qualsiasi chiarimento non che a soggiungere, come sempre, qualora convocati, presso il Vostro Dicastero.
Dott. Luca BARBIN
Specialista in Scienze Motorie Preventive e Adattative
Vice Presidente Nazionale Associazione Dottori in Scienze Motorie – D.M.S.A. -
kineedu@aliceposta.it – 335 6847544 – 0185 771226
Dott. Giorgio PASETTO
Specialista in Scienze Motorie Preventive e Adattative
Segretario Nazionale Associazione Dottori in Scienze Motorie – D.M.S.A. -
info@dmsa.it – 338 8186818   
Dott. Andrea LAUTER
Specialista in Scienze Motorie Preventive e Adattative
Presidente Nazionale Associazione Dottori in Scienze Motorie – D.M.S.A. -
ottobre 11, 2012

“PALESTRE SICURE” A VERONA

E’ iniziata nel Comune di Verona la procedura per arrivare all’approvazione del progetto “Palestre Sicure”.

Il progetto “Palestre Sicure” è compreso nel Piano Nazionale del Ministero della Salute e nasce dall’esigenza di prevenire e contrastare tra i frequentatori delle palestre (circa 4 milioni in Italia) l’utilizzazione e la diffusione delle sostante dopanti, promuovendo un modello di gestione qualitativa con lo scopo di migliorare lo stato di salute ed il benessere dei Cittadini.

In generale il progetto si propone di valorizzare il ruolo delle palestre nella promozione di un’attività che tuteli la sicurezza degli utenti e che miri alla promozione di uno stile di vita sano, esso sarà definito nel pieno rispetto delle norme specifiche già emanate da alcune Regioni e Comuni (Regione Emilia Romagna, Comune di Modena, Comune di Bologna) e secondo le linee guida del Ministero della Salute.

A Verona saranno coinvolti nella stesura del Progetto, attraverso un tavolo tecnico, il Comune di Verona, l’ULS 20, l’Università di Scienze Motorie, i rappresentanti delle categorie professionali e le palestre.

L’adesione al progetto sarà su base volontaria e prevederà l’adesione ad un codice etico che conterrà principi generali ed impegni specifici e che comporterà di conseguenza ispezioni e controlli da parte dell’ULS per verifcare l’adeguamento al progetto delle strutture.

Il riconoscimento di “Palestra Sicura” darà diritto alla collaborazione con il Comune di Verona e l’Azienda Sanitaria nell’attuazione di interventi di informazione e prevenzione, in tal modo si paleserebbe e si concretizzerebbe l’impegno concreto del Servizio Sanitario nella tutela del diritto dei cittadini a svolgere una pratica motoria con rischio limitato ed utile a promuovere un corretto stile di vita, che costituirebbe inoltre un esempio di allenza di reciproco vantaggio tra Pubbliche Istituzioni, Sistema Sanitario, Università e mondo imprenditoriale e associativo.

Il vantaggio per la Comunità locale e le sue istituzioni risiederebbe nella promozione di stili di vita favorevoli alla salute (corrette abitudini alimentari, corretto uso dei farmaci, riduzione dei rischi legati al consumo di alcol e altre sostanze psicoattive) e nella qualità e sicurezza dell’attività fisica proposta ai clienti, in particolare se portatori di patologie croniche non trasmissibili in condizioni cliniche stabili.

Lo svolgimento dell’attività fisica prescritta dal medico di medicina generale e dal medico sportivo, dovrà avvenire soltanto nelle palestre in possesso della qualifica di “palestra sicura”.